Giacomo Mantovani

Articolo · 27 ottobre 2026 · Di Giacomo Mantovani

Come testare un sistema AI prima di metterlo in produzione

Una demo non dice quante volte un sistema AI sbaglia. Come costruire un test su casi reali, con regole severe e una soglia chiara per andare live.

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Prima la soglia, poi i casi reali. Casi reali, Regola severa, Confronto con gli operatori, Ripetuta a ogni modifica.

Molti progetti AI che mi chiedono di rivedere sono stati approvati dopo una demo. Qualcuno ha fatto dieci domande, le risposte sembravano buone e il progetto ha avuto il budget. Nessuno però sapeva dire quante volte il sistema avrebbe dato la risposta giusta sui casi che arrivano davvero il lunedì mattina. Una eval risponde a questa domanda con un numero, prima del lancio. Qui sotto spiego come lavoro, con i dati di sistemi che ho costruito e che oggi lavorano in produzione.

Cos'è una eval di un sistema AI, in parole semplici?

Una eval (valutazione) è un insieme fisso di casi reali, ognuno con la risposta attesa, più una regola che dice quando un risultato è corretto. Si fa girare il sistema AI su tutti i casi, si contano quelli superati e si confronta il punteggio con una soglia decisa prima. Dopo ogni modifica si ripete il test sullo stesso insieme, e il confronto dice se la modifica ha migliorato o peggiorato le cose.

La demo dimostra che il sistema sa dare una buona risposta. La eval misura quanto spesso la dà, sui vostri dati e con la vostra definizione di corretto. Per chi deve decidere, il punteggio della eval è il numero su cui si decide se partire, come il tasso di scarti per una linea di produzione.

Come si testa un sistema AI, passo per passo?

Sei passi, dal set di test al monitoraggio
PassoCosa fareChi se ne occupa
1. Raccogliere casi realiQualche centinaio di casi passati presi dallo storico, compresi quelli più disordinatiIl reparto, con l'IT per l'estrazione
2. Scrivere le risposte giusteEtichettare ogni caso, o riusare l'etichetta che il processo ha già registratoChi fa quel lavoro oggi
3. Fissare la regola di correttezzaDecidere cosa conta come giusto, in modo severo, prima di vedere i risultatiResponsabile del processo e responsabile tecnico
4. Misurare il punto di partenzaValutare il processo attuale sugli stessi casiIl reparto
5. Fissare la soglia per andare liveConcordare il punteggio e cosa succede ai casi incerti, prima dei testResponsabile del processo
6. Ripetere e monitorareRifare la eval a ogni modifica; controllare a campione i risultati dopo il lancioTeam tecnico, con verifica mensile del reparto

Da dove prendere i casi di test per una eval?

Dal vostro storico. Gli esempi scritti apposta per il test escono puliti e brevi, mentre quelli reali hanno refusi, tre richieste nella stessa email, il documento fotografato storto col telefono. Se il sistema dovrà leggere ticket, servono ticket passati. Se dovrà leggere documenti, servono documenti già lavorati a mano, così i valori corretti sono noti.

Spesso le etichette esistono già. In una grande banca italiana l'help desk aveva lo storico dei ticket con la categoria assegnata dall'operatore. Quello storico è diventato il riferimento per un agente LLM che oggi smista oltre 1 milione di ticket l'anno su più di 400 categorie. Uno storico etichettato così è una delle prime cose che verifico prima di accettare un progetto di smistamento.

I casi si scelgono a campione, poi si aggiungono di proposito quelli difficili: le categorie rare, i documenti lunghi, il cliente che scrive mezzo in dialetto. Un set fatto solo di casi facili produce un punteggio alto che non sopravvive alla prima settimana in produzione.

Quanto deve essere severa la regola di correttezza?

Severa quanto la persona che riceve la risposta. Per Estyl, un assistente moda conversazionale che cerca in un catalogo di oltre 2 milioni di prodotti, una risposta contava come corretta solo se ogni articolo proposto rispettava la richiesta: taglia, colore, prezzo, disponibilità. Un articolo sbagliato rendeva sbagliata tutta la risposta, perché è così che la vede chi compra. Con questa regola oltre il 90% delle risposte è risultato del tutto corretto, e oltre il 95% aveva al massimo uno o due outfit sbagliati. Il caso studio Estyl racconta il lavoro sul retrieval che ha spostato quel numero.

Con una regola più morbida, per esempio la percentuale di articoli giusti sul totale, il numero sarebbe venuto più bello e avrebbe nascosto le risposte che deludono l'utente. Io li riporto entrambi e decido su quello severo.

Regola morbida e regola severa a confronto
Regola morbidaRegola severa
Cosa conta come correttoOgni campo o articolo, in mediaIl risultato intero, solo se ogni parte è giusta
PunteggioPiù altoPiù basso, vicino a ciò che vive l'utente
Cosa nascondeRisultati con un errore costosoPoco: gli errori parziali risultano fallimenti
A cosa serveCapire quale parte sbagliaDecidere se andare in produzione

Con cosa va confrontato il punteggio di un sistema AI?

Con le persone o il processo che fanno quel lavoro oggi, misurati sugli stessi casi e con la stessa regola. Nell'help desk della banca l'agente LLM ha raggiunto l'81% di accuratezza nello smistamento, contro il 75% degli operatori sullo stesso compito, e questo confronto ha convinto la banca ad andare in produzione. Dopo il lancio si è mosso anche l'indicatore che la banca già seguiva: il tempo medio di risoluzione è sceso da 5-6 giorni a 2-3, perché meno ticket rimbalzavano tra gli uffici sbagliati. I dettagli sono nel caso studio sullo smistamento dei ticket.

Se nessuno ha mai misurato il processo attuale, quello è il primo lavoro da fare. Chiedete a due o tre persone esperte di etichettare lo stesso campione senza consultarsi e guardate quanto spesso sono d'accordo. Puntare al 95% non ha senso su un compito in cui i vostri esperti concordano l'80% delle volte.

Quale punteggio basta per andare in produzione?

Dipende da quanto costa un errore e da cosa succede ai casi su cui il sistema è incerto. Un sistema che passa i casi dubbi a una persona può partire con un'accuratezza automatica più bassa di uno che decide da solo, perché i suoi errori vengono intercettati prima.

I controlli di validazione rendono concreto questo passaggio. In una pipeline che estrae dati da oltre 2.500 documenti finanziari al giorno, ogni documento passa circa 30 controlli, per esempio totali che devono quadrare. Solo i documenti che li superano tutti vengono approvati senza una persona; gli altri arrivano a un analista con il controllo fallito già indicato. Il lavoro manuale è sceso dell'84%. Lì, per decidere se andare live, si è guardato quanti documenti passavano in automatico senza lasciar entrare errori.

Una guida di massima per decidere se andare live
Costo di un erroreI casi incerti vanno a una persona?Soglia ragionevole
Basso (smistamento interno, bozze)SìPari o sopra il livello degli operatori
Medio (risposte ai clienti)Sì, con revisione prima dell'invioSopra gli operatori, regola severa, approvazione umana
Alto (soldi, aspetti legali, salute)SempreAutomatico solo dove ogni controllo è superato

Come si evita che una modifica rompa quello che funzionava?

Rifacendo la eval completa dopo ogni modifica: un prompt nuovo, un modello diverso, un'impostazione di ricerca cambiata, l'elenco delle categorie aggiornato. I sistemi basati su LLM si rompono in silenzio. Una correzione al prompt che risolve un reclamo può rompere venti casi che nessuno stava guardando, e l'unico modo per accorgersene è rivalutare tutto l'insieme e confrontare.

Hamel Husain descrive il livello più economico di questi test come test unitari: controlli automatici e veloci da eseguire a ogni modifica, con la revisione umana dei risultati sopra (Hamel Husain, marzo 2024). In pratica tengo la eval nello stesso repository del codice e tratto un calo di punteggio come un test fallito: la modifica non va in produzione finché il calo non è spiegato.

Cosa controllare dopo che un sistema AI è andato in produzione?

I casi reali si allontanano piano piano da quelli del test. Arrivano prodotti nuovi, un modulo cambia, cambia una procedura interna, e le richieste non somigliano più a quelle provate. Tre segnali coprono quasi tutto. Il primo è quanto spesso falliscono i controlli o i casi finiscono a una persona: se il tasso sale, sono cambiati gli input. Il secondo sono le correzioni, perché ogni volta che qualcuno corregge un risultato nasce un caso etichettato. Il terzo è un piccolo campione casuale di risultati reali, rivisto ogni settimana o ogni mese da qualcuno del reparto.

I casi sbagliati vanno aggiunti al set della eval. Dopo qualche mese il set rispecchia la produzione meglio di quello usato al lancio, e ogni modifica successiva si misura su quello.

Quali errori rendono inutile una eval?

Il primo è testare su esempi inventati o ripuliti, che danno un punteggio che la produzione non confermerà. Il secondo è scegliere la regola di correttezza dopo aver visto i risultati. Il terzo è riportare una sola media che nasconde gli errori sui casi rari ma costosi: il punteggio va diviso per categoria o tipo di documento. Il quarto è saltare il confronto con gli operatori, così nessuno sa se l'85% è un buon risultato. Il quinto è fare la eval una volta prima del lancio e mai più, e il primo peggioramento lo scopre un cliente. L'ultimo è lasciare la eval solo agli sviluppatori. Chi fa il lavoro oggi sa com'è fatta una risposta giusta, e la soglia deve approvarla il responsabile del processo.

Prossimo passo

Volete sapere come si comporta davvero il vostro sistema AI?

Mandatemi un campione di casi reali e vi dico come imposterei la eval e quale punteggio dovreste superare.

Parliamone

Come progetto agenti con valutazione e controlli fin dal primo giorno è spiegato nella pagina sul servizio di sviluppo agenti AI.

Domande frequenti

Quanti casi servono per una eval?

Per una prima decisione su un singolo compito bastano qualche centinaio di casi reali. Aggiungete casi delle categorie rare ma costose anche se sono pochi, e fate crescere il set con gli errori trovati in produzione. Misurate a parte le categorie importanti, così una piccola non sparisce nella media.

Un LLM può valutare le risposte di un altro LLM?

Sì, per testi liberi dove il confronto esatto è impossibile, come le bozze di risposta ai clienti. Il modello che valuta va però trattato come uno strumento di misura da verificare: confrontate i suoi giudizi con quelli di una persona su un campione prima di fidarvi, e usate controlli esatti dove la risposta è una categoria, un numero o una data.

Chi deve scrivere le risposte giuste nel set di test?

Chi fa quel lavoro oggi, oppure i dati che il processo già registra, come la categoria assegnata a un ticket dall'operatore. Gli sviluppatori possono costruire gli strumenti, ma non dovrebbero decidere cosa è giusto in un ambito in cui non lavorano.

Se il fornitore aggiorna il modello, va rifatta la eval?

Va rieseguita, sì, con gli stessi casi e la stessa regola, così il nuovo punteggio è confrontabile con il vecchio. Un aggiornamento del modello è una modifica come le altre e può migliorare alcune categorie e peggiorarne altre.

Autore

Giacomo Mantovani

AI Engineer e Consulente AI per Aziende e Agenzie

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